Il bivio.

19 febbraio 2008

Negli ultimi tempi mai vi era stata questa incertezza:grande occasione di acquisto oppure semplice pausa prima di una nuova discesa?Si perchè la valutazione di molte azioni ha raggiunto dei livelli davvero interessanti,ma il mercato è rivolto sempre al futuro e graficamente non promette nulla di buono.

Intanto si sta svolgendo una massiccia campagna di riaquisto di azioni proprie,gli insider e i manager a quanto pare sembrano avere le idee abbastanza chiare e ne stanno approfittando,anzi stando al sole 24 ore,è probabile che entreremo in una corsa al delisting,sfruttando i prezzi stracciati delle aziende sul mercato.

Stando fino alla scorsa estate era normale acquisire un'azienda pagandola 7-8 volte il margine operativo lordo,perchè i soldi erano tutti presi a prestito e a basso interesse,ma poi la liquidità è evaporata e tra selvaggi riscatti forzati di chi emotivamente vuol fare liquidità a tutti costi,chiudendo posizioni costruite a leva,le pmi ne hanno fatto le spese.

Eclatante l'esempio di Danieli,la società aveva ricevuto un'offerta di 1 miliardo per acquisire la sola attività di produzione acciaio,dato che capitalizza 1,3 miliardi,significa che tutto il suo vero business vale solo 300 mln,assurdo!

Vengono citati altri esempi,come Trevisan che varrebbe 6 volte gli utili di quest'anno,Kme primo produttore di rame europeo quota 2 volte il mol del 2008.D'amico capitalizza meno di 5 volte gli utili 2oo7 e tre volte il mol;Guala Closures vale poco più di 3 volte il mol,ecc.

Molto interessante la riflessione offerta nel commento mensile da Nextam Partners:

1. consideriamo questa crisi in tutto e per tutto simile alle altre, anche recentissime, che l’hanno preceduta: 2002-03 con recessione e guerra, 2000-01 con lo scoppio della bolla hi-tech, 1998 con mercati emergenti, Russia e LTCM, e tutte le precedenti:ogni volta un sintomo diverso, ma sempre lo stesso malessere di fondo, ovvero eccessi di compiacenza ed appetito per il rischio
che creano le condizioni per una successiva correzione, ogni volta con un motivo scatenante diverso.

2. condividiamo naturalmente le preoccupazioni inevitabili dopo una caduta dell’indice azionario di oltre il 25% in pochi mesi,ma nello stesso tempo ci chiediamo (retoricamente): ha senso preoccuparsi oggi, dopo che una caduta di questa entita’ e’ gia’ avvenuta, mentre il consenso un anno fa, quando ci stavamo avvicinando al crollo, guardava il futuro con lenti rosa?

3. il rendimento da soli dividendi Italiani equivale a quello dei titoli di stato decennali nell’area dell’euro, quindi ci chiediamo:quale e’ la classe di attivita’ sopravvalutata, le azioni o le obbligazioni?

4. riteniamo il portafoglio del Fondo sottovalutato, in alcuni casi molto sottovalutato. Accettiamo l’obiezione per la quale questo giudizio e’ inficiato dal fatto che dovremo rivedere al ribasso le nostre attese sugli utili visto che c’e’ la recessione, ma al di la’ del fatto che c’e’ una differenza tra la recessione e la fine del mondo, siamo dell’opinione che, visto che ci sara’ vita dopo il 2008,nella maggioranza dei casi le valutazioni attuali incorporano ormai un margine di sicurezza importante che servira’ quando gli analisti finalmente taglieranno le loro stime. Pensare che il mercato azionario non sia gia’ molto piu’ avanti degli analisti stessi in questo processo di riduzione delle stime e’ del tutto ingenuo, quando gli analisti saranno diventati pessimisti sull’evoluzione
degli utili, saremo alla vigilia della definitiva risalita degli stessi.

Tutto cio’ ribadito, confermiamo che, nella assoluta incertezza in ordine alle prospettive immediate, riteniamo che un investitore razionale oggi trovi nel portafoglio del Fondo un’opportunita’ di qualita’ e sottovalutata.