La trappola del P/E(2).

17 ottobre 2007

Molti investitori utilizzano il p/e come parametro per valutare un azione,ad esempio scartando azioni con un rapporto superiore a 20 o superiore alla media dei comparables.Non voglio dire che questo sistema non funzioni,ma dal mio punto di vista penso sia molto più importante rapportare il p/e con il tasso di crescita degli utili,il famigerato Peg.
Ecco un paio di esempi di cosa si sarebbe perso escludendo queste azioni con p/e 'caro',come apple che nel 2005 aveva un rapporto di oltre 45x si sarebbe perso un 240% di guadagno:




4 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai scelto azioni USA da New economy.
l'ahi fatto perché su quelle si sa il PEG e sulle nostre no?
Che dire dell'italiana FIAT? che anche quella ha un PE carissimo ma probabilmente avendo gli utili in crescita si hanno grandi aspettative.

M3rc ha detto...

Ciao,ti devo smentire FIAT non ha un p/e carissimo,ma di 17.8

gli utili previsti per il 2007 sono di 1.43 ad azione contro gli 1.25 del 2006,per un tasso di crescita del 14,4%.

Il PEG quindi è di 1.24,ottimo sarebbe sotto 1,sotto 1.5 è buono.

Riccardo Luigi ha detto...

Nella prima puntata di "la trappola del P/E" ci suggerivi di guardare al P/E Forward anzichè al P/E classico.

Anzi di guardare se il P/E fosse maggiore o minore del P/E Forward (correggimi pure se ho inteso male).

Come faresti interagire tutto ciò con le informazioni che ci da il PEG???

Ovvero (per scendere nel concreto) AAPL ora ha un P/E Forward pari a 28, molto più basso de P/E corrente pari a 48.

Tuttavia il PEG è 1,7 cioè nulla di che...

Per te da un punto di vista strettamente fondamentale AAPL è buona oppure no?

Grazie :-)

michele ha detto...

bellissimo blog! complimenti